home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Apertura dell'Anno Accademico della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna
25 novembre 2009


L’inno dei secondi Vespri dei Dottori della Chiesa recita: Quod verba missa caelitus,/ nativa mens quod exhibet,/ per hos ministros gratiae/ novo nitore clarent.

Ho trovato questo testo di singolare aiuto per capire la natura ed il senso del preziosissimo servizio che i teologi sono chiamati a svolgere nella Chiesa.

Essi fanno "novo nitore clarere" due fonti di conoscenza: verba missa caelitus, e nativa mens quod exibet. La giustapposizione, anzi la com-posizione di questa duplice conoscenza è l’opera propria della teologia. Se essa si limitasse solo alla prima, direbbe semplicemente la fede e fuggirebbe dalla gioiosa fatica di pensare la fede; se essa si limitasse alla seconda sarebbe ancilla pholosophiae.

L’impegno speculativo è imprescindibile. Ma il testo liturgico dice che i Dottori sono "ministros gratiae". È la "grazia della verità", di cui i teologi sono ministri nel modo loro proprio.

Mi piace concludere con un testo di Caritas in veritate [74]: "Di fronte a questi drammatici problemi, ragione e fede si aiutano a vicenda, solo assieme salveranno l’uomo. Attratta dal puro fare tecnico, la ragione senza la fede è destinata a perdersi nell’illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione, rischia l’estraniamento dalla vita concreta delle persone".