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Festa di S. Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato
S. Giacomo Maggiore, 29 Settembre 2009


1. La prima lettura, come avete sentito, parla di una "guerra scoppiata in cielo", che vede due protagonisti: Michele ed un drago. Questi viene poi subito indicato con i suoi nomi: "il diavolo e Satana che seduce tutta la terra". Dunque trattasi di una guerra fra Michele e Satana.

La S. Scrittura non è un libro di miti. Essa, anche usando a volte linguaggi e figure non vicine alla nostra cultura, ci introduce alla conoscenza della realtà. Una conoscenza che noi colla nostra ragione sola non avremmo raggiunto. Che cosa dunque ci svela questa pagina biblica?

Che la storia umana, al suo fondo, è lo scontro fra la seduzione del Satana e l’attrazione che il Vangelo esercita sul cuore e sulla mente dell’uomo. Gesù ha paragonato il mondo ad un campo nel quale Dio continua a seminare grano buono e il Satana zizzania.

E in che modo Satana seduce l’uomo? La seduzione è una sola ed è sempre la stessa: far credere all’uomo che per vivere una buona vita deve separarsi dal Signore e dalla sua santa Legge. La grande seduzione è la seguente: vivere come se Dio non ci fosse è la vita migliore.

Ovviamente questa seduzione prende forme e proposte sempre cangianti, quali per esempio la convinzione che chi obbedisce alla legge di Dio rinuncia alla sua libertà; che l’atto di fede nella sua Parola è proprio di persone intellettualmente immature e poco intelligenti; che il bene ed il male sono convenzioni sociali e frutto del consenso sociale. In una parola: lo splendore della semplice verità delle cose viene intorbidito dalla confusione e dall’errore. Questa è la seduzione con cui il Satana "seduce tutta la terra".

Cari amici, questa nel suo fondo è la storia umana: un drammatico scontro fra una forza disgregatrice e una forza costruttiva.

2. Nella lettera ai Romani, l’apostolo Paolo fa una riflessione profonda sull’autorità dello Stato. Dice l’apostolo: "Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio" [13,1]. E deduce una conseguenza: "Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio". Non solo, ma – continua l’apostolo – "se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la condanna di chi opera il male".

Dal confronto fra questo insegnamento dell’Apostolo e la prima lettura possiamo dedurre alcune conseguenze importanti.

Nell’ordine stabilito da Dio, che il Satana colla sua seduzione cerca di sovvertire, trova il suo posto anche lo Stato e l’autorità pubblica.

Non solo, ma l’Apostolo insegna che una delle espressioni fondamentali del servizio all’ordine stabilito da Dio che l’autorità pubblica è chiamata a svolgere, è "la giusta condanna di chi opera il male".

Cari amici, ora potete comprendere più profondamente la dignità ed il senso ultimo del vostro servizio.

Ogni giorno il vostro lavoro vi mostra in segni più o meno gravi quel drammatico scontro di cui parla la prima lettura: la volontà più o meno perversa di sovvertire l’ordine della legge, segno di un ordine più profondo.

Nello scontro fra Michele e il drago, che si manifesta anche nello scontro fra la forza della giustizia e la giustizia della forza, fra l’ordine ultimamente istituito da Dio e il sovvertimento di volontà prevaricatrici, voi siete dalla parte di Michele, della forza della giustizia. L’Apostolo vi direbbe: "al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male".

Siate sempre consapevoli della dignità del vostro servizio; considerate vostro onore la difesa dei più deboli; fortezza e magnanimità siano i distintivi del vostro onore. E che il vostro santo patrono S. Michele vi protegga quotidianamente, soprattutto nei pericoli più gravi.