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Solennità di S. Girolamo
Certosa, Bologna, 27 settembre 2009


1. Cari fratelli e sorelle, nella prima lettura abbiamo ascoltato un grande elogio della Sapienza.

Essa viene paragonata a tutti quei valori di cui gli uomini hanno grande stima: il potere ["scettri e troni"], la ricchezza, la salute. Ma da questo confronto la Sapienza esce vincente: "tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia".

La Sapienza di cui parla la Scrittura è la stessa luce divina che viene comunicata all’uomo quando questi usa rettamente la sua ragione e quando crede alla divina Rivelazione. Dio si prende cura di noi, e ci istruisce e mediante la luce della nostra ragione e mediante la sua Parola. È questa divina istruzione il valore supremo nel cui confronto ogni altro valore "è un po’ di sabbia".

Cari fratelli e sorelle, stiamo celebrando i divini misteri facendo solenne memoria di S. Girolamo. Egli è stato un insonne ricercatore della divina Sapienza, abbandonando qualsiasi altra ricerca e passione.

Ma Girolamo ha al riguardo un richiamo ed un insegnamento particolare. Dove egli ha cercato la Sapienza? Quale mezzo ha ritenuto più adeguato per essere istruito dal Signore?

Nella seconda lettura l’apostolo Paolo ci ha detto: "Tutta la Scrittura … è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona". Girolamo cerca la Sapienza nella S. Scrittura: egli è l’uomo della Scrittura. Il suo amore per essa era straordinario. Egli ha preferito la sua lettura, la sua meditazione a qualsiasi altra cosa. Egli era profondamente convinto che Dio ci istruisce e ci dona la sua sapienza mediante la S. Scrittura.

Come ci ha insegnato l’Apostolo, "tutta la Scrittura è ispirata da Dio". È lo stesso Spirito che quando leggiamo con fede la Scrittura opera nei nostri cuori e ci istruisce.

2. Ma c’è una ragione particolare per cui ci troviamo in questo luogo a celebrare i santi Misteri. Vogliamo rendere grazie al Signore perché si compiono cinquant’anni di presenza dei Padri Passionisti nella nostra Chiesa.

La loro presenza è stata un dono prezioso in primo luogo a causa del carisma loro proprio: essere per la Chiesa il richiamo permanente alla memoria della passione, della croce del Signore. E la Chiesa vive della memoria della morte e della risurrezione del Signore.

Questa ragione della nostra celebrazione ci fa penetrare più profondamente nella Parola di Dio, che abbiamo ascoltato facendo memoria di S. Girolamo. Ci aiuta ancora l’Apostolo Paolo.

Egli scrivendo ai cristiani di Corinto, afferma che Cristo è la Sapienza di Dio [Cf. 1Cor 1,26]; scrivendo ai cristiani di Colossi, dice che in Cristo "sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza" [Col 2,3].

Cari fratelli e sorelle, questa è la cosa centrale della nostra fede: Cristo Gesù Signore che vive nella sua Chiesa e l’incontro con Lui mediante la fede e i Sacramenti.

Noi leggiamo la Scrittura perché è attraverso di essa che noi impariamo a conoscere Gesù. Mediante la conoscenza della S. Scrittura noi impariamo "la sublime scienza di Gesù Cristo" [Fil 3,8]. S. Girolamo ci avverte: "L’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo". Il libro dove impariamo la divina sapienza è la S. Scrittura, perché essa in fondo ci parla solo di Cristo.

Siamo grati al Signore di averci donato la presenza dei padri passionisti. Essi ci ricordano continuamente che Cristo crocifisso è "potenza e Sapienza di Dio".