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DOMENICA XIV per Annum [B]
Madonna dei Fornelli, 5 luglio 2009


1. Cari fratelli e sorelle, la pagina evangelica narra l’incontro di Gesù con i suoi compaesani di Nazareth. Gesù, come è noto dai vangeli, aveva vissuto molti anni con loro, ma senza nulla far vedere della sua identità più profonda: uno come loro.

Ora Egli ritorna quando ormai la sua fama di profeta si era sparsa per tutta la regione. Come fu l’incontro? "E si scandalizzavano di lui". Che cosa significa? Prestatemi bene attenzione.

Gli abitanti di Nazareth non possono non notare il forte contrasto tra le umili e comuni origini di Gesù ed il suo operato e predicazione. Da questo contrasto essi deducono che non gli si deve credere, né quindi accogliere la sua istanza. Scandalizzarsi di Gesù significa rifiutarsi di credere in Lui a causa della "normalità" della sua condizione umana.

Anche se nella pagina evangelica odierna non è detto, lo scandalo, nel senso suddetto, subentra in quanto Gesù colla sua predicazione e colla sua azione avanza una "pretesa" inaudita: di essere l’inviato definitivo di Dio, colui che portava a compimento tutta la rivelazione della Legge e dei Profeti. In una parola: il Figlio di Dio.

Cari fratelli e sorelle, a questo punto si impongono alcune riflessioni di grande importanza per la nostra fede.

La prima. Ciò che "fa difficoltà" nella fede cristiana non è alla fine la sua dottrina e/o la sua morale. È la persona di Gesù. È il ritenere vero che "il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone" è il Figlio di Dio: è Dio fattosi uomo.

Se il nostro occhio guarda una luce troppo intensa cade nel buio. Considerate bene il paradosso: troppa luce causa l’oscurità nell’occhio. Analogamente avviene di fronte alla proposta cristiana. Gesù, in quanto Dio fattosi uomo, è la suprema abbagliante manifestazione di Dio fattosi uomo. Di fronte a questa rivelazione, uomini e donne restano affascinati e conquistati. Altri restano "scandalizzati", cioè ritengono impossibile che Dio si umili fino a questo punto. Noi fratelli e sorelle, siamo qui perché "sappiamo … che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna" [1Gv 5,20].

La seconda. Oggi lo "scandalo" di fronte a Gesù può essere più… sofisticato e non risparmiare neppure noi credenti, se non siamo vigilanti.

Lo scandalo consiste nell’introdurre Gesù dentro ad una serie, sia pure facendone il primo della classe: il più grande maestro di morale, il più grande difensore dei poveri, e così via.

Ma Gesù non è il "primo dei …": è l’unico; non è il "primo della classe": è "fuori classe".

Il sintomo di questo "scandalo" che distrugge in noi la fede, è il pensare che tutte le religioni siano ugualmente vere. Cari fratelli e sorelle, se Gesù è Dio venuto a parlare all’uomo, solo la sua Parola è vera e dà la vita.

2. La pagina evangelica ci aiuta anche a capire il senso profondo della Visita pastorale.

Lo "scandalo" suscitato da Gesù continua anche nei confronti della Chiesa. Anche della Chiesa possiamo dire ciò che i compaesani di Gesù dissero di Lui: la Chiesa è fatta di uomini uguali a tutti gli altri. Ma nello stesso tempo, essa dice di parlare in nome del Signore; essa dice di avere il potere di rimettere il peccato. In una parola: di essere la presenza del Signore in mezzo a noi. La fede nel Cristo implica la fede alla Chiesa; chi si scandalizza della Chiesa alla fine si scandalizza anche di Cristo.

Il Vescovo, carissimi, è venuto fra voi per aiutarvi e confermarvi nella vostra fede in Cristo, unico salvatore dell’uomo; nella vostra fede alla Chiesa, presenza reale del Signore in mezzo a noi. Perché voi rimanendo in Cristo nella Chiesa abbiate la vita eterna.