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XXV DOMENICA PER ANNUM (B)
Cresime
Cristo Risorto, 20 settembre 2009


1. "E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome accoglie me". Cari cresimandi vedete l’amore grande che Gesù ha per voi? Ha un tale affetto per voi che in un certo senso si identifica con ciascuno di voi.

Questa mattina Egli vi dà un grande segno di questo affetto, facendovi il dono del sacramento della Cresima. Perché è un grande dono? Prestatemi bene attenzione.

Avete sentito che nel Vangelo gli apostoli si vergognano di dire a Gesù di che cosa parlavano lungo la via. "Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande". Ovviamente, desiderare di essere il più grande significa dominare sugli altri: il contrario di servire. E perché si vergognano di dire a Gesù che discutevano fra loro di questo? Perché Gesù aveva appena detto: "Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno". Gesù dunque dice che era venuto per servire e non per essere servito; per stare all’ultimo posto, servo di tutti.

Cari cresimandi, cari fedeli, il Vangelo ci presenta dunque due modi diversi di vivere, di progettare la propria vita, di esercitare la propria libertà: quello che portava gli apostoli a discutere fra loro chi fosse il più grande, e quello che portava Gesù a donare la propria vita per noi. Da quale parte vogliamo stare? Come vogliamo progettare la nostra vita? Come desideriamo esercitare la nostra libertà?

La seconda lettura ci aiuta a capire ancora meglio. L’apostolo Giacomo parla di una sapienza, cioè di un modo di pensare, di valutare e di vivere, "che viene dall’alto", che è "pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia". Ma parla anche di uno stile opposto di vita, fatto di cupidigia, invidia reciproca, conflittualità permanente.

2. Cari cresimandi, state per entrare negli anni decisivi della vostra vita, siete come davanti ad un bivio, e se volete continuare il viaggio, dovete scegliere una strada a preferenza dell’altra.

La Cresima, miei cari, vi dona lo Spirito di Gesù perché siate capaci di scegliere la sua via; siate capaci di vivere secondo la sapienza di cui parla l’apostolo. Perché nonostante le apparenze, la via che porta alla vera felicità è quella di Gesù.

Ed allora voi capite che colla Cresima comincia tutto: comincia la vera grande avventura della vostra vita. Non dimenticate più il dono che ora riceverete. Continuate a venire nella vostra comunità parrocchiale, per essere sempre più educati nella via del Signore, per essere istruiti nella "sapienza che viene dall’alto".